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Ace Lazio - Il territorio

LA TRADIZIONE DELLE NOSTRE TERRE
Cultura, storia e natura.

Il legame col territorio è alla base di tutta l’iniziativa e come fine stesso della nostra associazione. Il modo migliore secondo noi di traghettare attraverso lo sviluppo economico il nostro territorio è quello di legare l’innovazione alla tradizione slegandola dai lacci del compromesso economico; quindi se il cliente finale sempre più chiede, qualità ad un prezzo contenuto, l’unico modo secondo noi di ottenerla è quello di ritornare alle origini dell’enogastronomia, dove i prodotti erano quelli del luogo e su quelle basi di prodotto la capacità dell’uomo sapeva sviluppare la tecnica enogastronomia. Molteplici sono i vantaggi di questo modo di pensare il gusto di alimentarsi, ma soprattutto la genuinità del prodotto che spinto dall’economia di zona mantiene quei canoni di salute e di unicità che lo rendono sempre migliore. Inoltre puntare ad una enogastronomia di eccellenza rappresenta uno stimolo per il turismo e la cultura delle nostre genti. L’Associazione si propone così di creare una rete di produttori ed esercenti del buon gusto e della tradizione culinaria del Lazio attraverso una rete di rapporti che leghi negli interessi comuni tutti coloro che come noi vedono un futuro legato a doppio filo con la tradizione e con la terra. Il meccanismo diventa virtuoso quando si trasmette al cliente finale anche il rispetto di determinati canoni nutritivi, eliminando sempre di più dai menu e dall’elenco prodotti tutto ciò che non ha un diretto riferimento col territorio. Anche gli eventi stessi che la nostra associazione si ripropone di effettuare passano attraverso i tempi passati della tradizione dove le stagioni erano scandite dai prodotti e dai piatti tipici di ogni parte della nostra regione. Tutto questo ha reso differente la cultura le genti e le tradizioni, tracciando un solco di cultura enogastronomia che spesso si ricerca in modo vano. Inoltre sono gli stessi prodotti della terra che marcano la cultura enogastronomia e tutte quelle aziende che rispettano questi canoni mantengono viva allo stesso tempo l’economia sana del buon mangiare e danno lustro alle tradizioni culinarie che spesso si perdono nella notte dei tempi. L’Associazione intende mettere tutte le sue capacità a servizio di questo fine utilizzando tutti i migliori mezzi tecnologici con l’unico scopo finale di elevare la qualità e la convenienza di mangiare i prodotti autoctoni. La base di tutto è il nostro territorio che è fonte di guadagni di soddisfazioni che nutre noi non solo coi suoi prodotti ma ci infonde cultura e conoscenza di ciò che siamo e che saremo in futuro.

 

LA SABINA
Terra dell'olio

E' accertato che, in epoca pre-romana, già esisteva sui colli sabini una comunità socialmente evoluta, distribuita in vari centri, con carattere confederativo, simile a quello degli Etruschi. L'economia sabina era essenzialmente rurale, e non mercantile come quella Etrusca. I due poli maggiori, attorno a cui gravitavano le varie entità locali, erano Amiterno, sugli Appennini, e Cures nella Valle del Tevere. Pur essendo pacifici e stanziali sulle loro terre, e quindi poco inclini alla conquista, i sabini sapevano, con breve preavviso, mobilitarsi in armi e rintuzzare le invasioni nemiche, sotto la guida di un capo riconosciuto che desiderava sia a Cures che ad Amiterno. Le principali caratteristiche del popolo sabino, come possiamo evincere dalle antiche fonti sopra accennate, sono: una vocazione agricola, un profondo senso della famiglia, una elevata considerazione della donna, un grande attaccamento alle proprie radici, e la proverbiale austerità che affascinò i Romani sin dai loro primi contatti.

 

LA VALLE DEL SACCO
Ciociaria e natura

La Valle del Sacco è una valle fertile, caratterizzata da leggeri declivi e da terrazze, attraversata dal fiume Sacco che, scendendo dai Monti Prenestini, percorre la Valle Latina tra i Monti Ernici ed i Monti Lepini fino alla confluenza destra del fiume Liri a sud-est di Ceprano. Lungo il corso naturale del fiume e lungo le vie di comunicazione legate con il loro tracciato a successivi periodi storici, sorgono vari centri di grande interesse storico-archeologico, la cui vita sociale e politica in alcuni casi ha espresso momenti di grande valenza monumentale ed artistica fino al Medioevo. Passare da un centro all'altro significa ripercorrere la storia dell'Uomo nel Lazio Meridionale, dall'età più lontana (la preistoria, con i rinvenimenti di Anagni, databili ad 800.000 anni fa, di Castro dei Volsci di poco più recenti, Pofi, Frosinone, Ceprano, Arce-Isoletta), attraverso la storia dei popoli italici (Ernici e Volsci, arroccati i primi sui monti che da loro presero il nome, nelle città di Alatri, Anagni, Ferentino, Veroli, distesi gli altri nelle vallate fluviali controllate dai centri fortificati di cui restano le opere di difesa a Colle S. Nicola di Monte S. Giovanni, Arpino, Rocca d'Arce Monte Nero di Castro dei Volsci, fino alla conquista romana lungo la direttrice viaria che segue la penetrazione di Roma nel Lazio Meridionale (la Via Latina, che collega le colonie Fabrateria Vetus-Ceccano, Fabrateria Nova-S.Giovanni Incarico, Fregellae-Arce Ceprano. Poi lo splendente Medioevo della Ciociaria, con Anagni città dei Papi, e Ferentino, Alatri, Veroli sedi delle diocesi, ed i Castelli e Castra arroccati sulle cime delle colline con il borgo che si stende a circondare la Rocca. Da ciò deriva la possibilità di una fruizione turistica differenziata. Lungo le direttrici viarie e possibile prevedere almeno 3 itinerari di visita topografici, estesi anche oltre i limiti della Valle del Sacco a centri comunque con questa collegati per motivi storici e archeologici. A queste tipologie di itinerari, che di seguito vi illustreremo e in cui il visitatore - sia esso semplice curioso, o turista, o appassionato del mondo antico, o studioso - può immergersi per poche ore o per più giorni; se ne aggiunge un'altra: la visita dei Poli Museali che, nel contesto territoriale della Valle del Sacco, cominciano ad essere delle realtà turistiche e scientifiche consistenti , e proiettate nel futuro. Sono attivi il Museo di Pofi, dedicato essenzialmente alla preistoria nella zona, il Museo di Ceprano, collegato al Parco Archeologico di Fregellae (Arce), il Museo Comunale di Frosinone, con testimonianze archeologiche comprese tra la Preistoria e l'Età Romana, Museo di Aquino e ben presto sta per aggiungersi il Museo Civico di Castro dei Volsci, in fase di ultimazione, che illustrerà attraverso lo studio dell'insediamento di Casale del Piano , cui è collegato, il passaggio dall'età repubblicana a quella imperiale per giungere fino all'Alto Medioevo.

 




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